Appunti con gli amici

Verbale Palermo 26 luglio 2008

 
L’anno 2008, il giorno 26 mese di aprile, presso il Baglio alla Zisa, si riuniscono i diversi elementi che, a livello nazionale, lavorano sulla maieutica e che seguono il lavoro di Danilo Dolci.
Sono presenti: Daniela Dolci, Sereno Dolci, Giuseppe Nobile, Vito La Fata, Sandro Mazzi, Alfredo Ruffino, Amico Dolci, Silvia Cocco, Stefano Melis, Carlo Romano, Raffaele Saffioti, Libera Dolci, Rosellina Scarcella, Pietro Calia, Lucio Giummo, Mariella Franzitta, Laura Guidi, Renate Zwick, Ana Afonso, Giovanni Vecchio, Ester Paone, Giuseppe Barone, Pasquale Beneduce, Giovanni Arusa, Natale Musarra, Francesco Cappello, Rosa Grillo,  Rosario Sorbello per discutere i seguenti punti all’o.d.g.:

 1)      Assemblea generale, interventi di 10 min.

Temi: “Quale struttura per un comitato nazionale / internazionale ?”

“Sogni da voler concretare  insieme: Quali e come arrivarci ?”

2)      Laboratorio maieutico (plenum).

3)      Pranzo e riposo.

4)      Piccoli gruppi di laboratorio maieutico.

  

Daniela Dolci invita la sig.na Ana Afonso a svolgere le funzioni di segretario. Fa un’introduzione all’incontro, riferendo le difficoltà previe alla sua realizzazione e la gioia di finalmente essere insieme per discutere i diversi punti all’odg.

Segue 1 ora di presentazioni durante la quale ognuno e ognuna dei/delle presenti dice il proprio nome e esprime le motivazione per le quali è presente.
Daniela Dolci introduce il momento degli interventi prenotati da alcuni dei presenti.

 

1)      Pietro Calia “Alcune applicazioni della metodologia maieutica”;

2)      Sereno Dolci “Greenpeace”;

3)      Raffaello Saffiotti non ha voluto intervenire verbalmente, ma ha sparso diverse copie del suo
intervento sul tema “L’eredita’ di Danilo: le opere e il pensiero”;

4)      Lucio Giummo “Fondazione: che fare?”;

5)      Natale Musarra “proposta per un Centro internazionale di Studi (e iniziative maieutiche) “Danilo Dolci”;

6)      Daniela Dolci “Quale struttura per un comitato internazionale”.

 

(In allegato le diverse presentazioni.)

 

 

 

 

 

 

PAUSA

 Vito La Fata (che aveva chiesto di intervenire dopo la pausa) aggiorna i presenti sulla situazione del Centro per lo Sviluppo Creativo “Danilo Dolci” e sulle diverse attività svolte durante gli ultimi 10 anni. Enfatizza che esiste al momento un vasto network dolciano non collegato. Dopo di ché aggiorna i presenti sul rapporto tra il CE.S.I.E (associazione di cui Vito è presidente) e il Centro Creativo, che  cooperano intensamente in diversi progetti internazionali e condividono anche la stessa sede. Infine informa che il Borgo di Dio appartiene al 25% al Centro Creativo enfatizzando la necessità di collaborare con diversi enti per poter risolvere la presente situazione del Borgo. A riguardo della fondazione Vito considera che la cosa migliore da fare è aprirla al finanziamento pubblico o bancario.

 Giovanni Arusa propone di venire l’anno prossimo a sistemare il Borgo attraverso la creazione di un campo di lavoro.

 Giuseppe Barone interviene su un’altra tematica che è la presenza del nome di Danilo nei media. Informa che negli ultimi anni i riferimenti a Danilo sono aumentati e che ciò simbolizza che c’è un interesse verso la sua opera. A riguardo del tema della fondazione Giuseppe, riferendosi all’intervento di Daniela Doci, dice che preferirebbe partire dai contenuti e non da una struttura; questa verrebbe con il tempo e in funzione degli obiettivi.

 Rosa Grillo che deve andare via nel pomeriggio chiede di intervenire e condivide diverse idee che secondo lei si potrebbero realizzare: fare un parco letterario dedicato a Danilo Dolci, cercare dei fondi, creare un distretto culturale, istituzionalizzare una settimana di studio intensivo annuale che faccia venire le forze internazionali che prima venivano, creare un comitato scientifico, coinvolgere le università, utilizzare piattaforme di comunicazione intensive per collegare tutte le associazioni dolciane.

 PAUSA PRANZO

 Daniela ricorda che ancora devono esprimersi Laura, Mariella, Sereno e Pasquale, iscritti a parlare fin dal mattino. Ha notato un grande interesse sul tema della ricostruzione del Borgo di Dio. Propone a tal proposito due laboratori.

 Giovanni Vecchio chiede di poter intervenire ora, dovendo partire subito dopo. Raccomanda la trattazione del tema della formazione dei maieuti, accennato anche da Rosa Grillo, che ritiene molto impegnativo; e quello della ulteriore diffusione del pensiero di Danilo, attraverso i media, gli studi e gli atti dei convegni. E’ un impegno assunto all’epoca della settimana maieutica di Acireale, i cui atti stanno per pubblicarsi, e il cui percorso, allora iniziato, si vuole proseguire con serietà e professionalità. Propone un laboratorio sulla diffusione della maieutica e la formazione dei maieuti.

 Pietro vorrebbe che si trattasse, nel laboratorio proposto da Vecchio, anche il tema di come valorizzare la maieutica non solo in Sicilia ma altrove.

 Amico sottopone all’attenzione dell’assemblea il problema annoso del notiziario o bollettino di collegamento. Propone di trattarlo in un laboratorio.

 Francesco propone un laboratorio sulla decrescita, agganciandola ai concetti di pianificazione organica dal basso e di spreco. Vorrebbe che si individuassero i punti in comune fra queste tematiche. Anche una rilettura di Gente semplice potrebbe servire allo scopo.

 Giuseppe ritiene che sarebbe utile vedere come migliorare il coordinamento tra le varie realtà esistenti, sia dal punto di vista dello scambio di informazioni che dal punto di vista della comunicazione. Questo tema si dovrebbe trattare insieme a quello del Bollettino telematico, cartaceo, ecc. Si potrebbe anche accennare alle numerose iniziative editoriali in corso.

 Quest’ultima cosa, Daniela invita Giuseppe a farla l’indomani mattina, all’assemblea plenaria.

 Francesco riflette sul fatto che abbiamo bisogno di sapere esattamente chi siamo e dove operiamo per informarci reciprocamente delle iniziative e dei progetti di singoli gruppi, per potere pianificare iniziative e azioni comuni. In più vi sono più singoli che in molti luoghi potrebbero diventare gruppi: occorre individuare queste realtà e incoraggiarne la evoluzione in gruppi variamente attivi.

 Daniela chiede se questo tema ha pure a che fare col Bollettino.

Francesco annuisce. Si tratta di un inventario dei gruppi esistenti, e della ricerca di gruppi possibili, che il bollettino potrà facilitare. Il bollettino ha come scopo principale di farci conoscere reciprocamente.

 Giuseppe ritiene fondamentale il tema della raccolta fondi. Questo è un problema molto delicato e anche molto pericoloso. Occorre stare attenti a chi ci offre dei soldi. Bisogna dotarsi di linee guida molto chiare al fine di evitare inquinamenti.

 Daniela chiede a Giuseppe se stia anche pensando alla ristrutturazione del Borgo.

 Giuseppe risponde di no, che il problema è più generale.

 Giuseppe Nobile propone tre aree tematiche: 1) gestione; 2) maieutica,; 3) multidirezionalità dello sviluppo. E’ contrario a che si formino gruppi molto piccoli.

 Natale è d’accordo su questi tre temi, ai quali aggiungerebbe un quarto, relativo specificatamente al Bollettino e ai collegamenti.

 Pietro chiede di sapere che tempi vi sono per la discussione.

 Daniela precisa che il lavoro nei laboratori può durare fino alle ore 20, con una pausa.

 Pasquale fa un’analisi retrospettiva. Vi è stato l’annientamento di una certa prospettiva di sinistra, qua in Italia; una sconfitta politica, una frustrazione immensa. A tutto ciò occorre reagire, nonostante inevitabili rigurgiti di pessimismo. Finora vi è stato fra noi un difetto di comunicazione e un problema di rappresentanza verso l’esterno. Si può ripartire dall’eredità di Dolci, di come rivisitarne e riprenderne il pensiero. Da qui, a suo avviso, anche l’esigenza di un’azione simbolica, veloce e diretta, che ci renda visibili. Pasquale ritiene che occorra operare un’autoanalisi, un chiarimento. Chiedere ai gruppi di parlare di loro, delle loro azioni. Occorre sapere chi sono quelli che si riconoscono nella maieutica, averne una mappa, contarsi. A tal fine basterebbe un buon vecchio autofinanziamento, oppure un’inchiesta, un questionario con poche domande, del tipo: chi sei, che lavoro fai, come hai intercettato Dolci, cosa farne adesso della maieutica.

 Lucio esprime delle perplessità. In tre ore è difficile fare qualcosa di realmente produttivo. Propone di fissare già ora dei gruppi responsabili che lavoreranno su tematiche specifiche, e rivederci fra due o tre mesi per trarre delle conclusioni. Propone ad esempio un seminario che tratti di educazione, convocando un’assemblea di docenti. Ritiene che le idee siano al momento troppo vaghe per poterle mettere a fuoco, per dire che cosa fare.

 Daniela sperava che i laboratori fossero organizzati in modo che chi è interessato può fornire un piano del suo lavoro futuro. Rinviando, si rischia di bruciare tutte le possibilità.

 Lucio insiste che occorre posporre il lavoro sui temi specifici, quali l’educazione.

 Natale avverte che le due cose si collegano tra di loro. I laboratori potrebbero servire oggi a realizzare dei documenti da sviluppare in incontri futuri. In particolare si potrebbe dare una risposta al bisogno evidente di creare un minimo di struttura organizzativa, iniziando allo stesso tempo a chiarire gli scopi della nostra iniziativa.

 Amico pensa che sia possibile nelle prossime tre ore dedicarsi a tre temi soltanto: 1) Borgo; 2) Educazione; 3) Coordinamento e informazione. Sarebbe bene poi organizzare un convegno nel mese di novembre. Fare ora qualche piccolo vagito.

 Natale insiste col mettere in primo piano la questione dell’organizzazione e trattare di seguito anche di 2) collegamenti; 3) gestione del Borgo; 4) maieutica; 5) sviluppo.

 Laura considera fondamentale parlare della struttura organizzativa, che potrebbe avere una fase iniziale di autofinanziamento e di autoresponsabilizzazione, coerente con l’iniziativa. Si tratterebbe di una fase transitoria, ma in questi termini fondante. Propone poi di occuparci del Borgo. A Firenze, durante un seminario universitario, si è lanciato un appello che denunciava la situazione di degrado del Borgo di Dio. Propone di riprendere per iscritto quell’appello, proporre il Borgo quale patrimonio dell’umanità ed intervenire con campi di lavoro estivi, da tenersi con la collaborazione di docenti universitari conosciuti in Italia e all’estero.

 Daniela ritiene questo un tema da approfondirsi in un laboratorio specifico.

 Vito vorrebbe che ciascuno dicesse cosa immagina, cosa sogna per il futuro, associandolo alla propria disponibilità di tempo. Occorre essere molto metodici e molto attenti in tal senso. Considera centrale la questione del bollettino, di chi lo fa, quando lo fa, ecc. Personalmente, è disponibile a fornire informazioni utili sugli strumenti finanziari, ad esempio sulle fondazioni bancarie che considera tra gli strumenti più indipendenti che esistano.

 Giuseppe Nobile propone una tempistica diversa. L’esigenza più immediata riguarda le questioni organizzative; seguono due filoni prospettici: maieutica e sviluppo, che non crede siano problemi da trattare oggi. Vi rifletteremo domani.

 Daniela non sa se tale proposta possa andar bene a chi per la maieutica freme.

 Per Pietro infatti le sue cose (il dibattito sulle forme organizzative e il loro contenuto) sono ugualmente importanti e devono andare di pari passo. L’una ha bisogno dell’altra.

 Daniela propone i seguenti temi: 1) ristrutturazione del Borgo; 2) maieutica; 3) bollettino, indirizzario, organizzazione; 4) sviluppo, 5) raccolta fondi.

 La maieutica è trasversale. Libera invita a specificare meglio il tema.

 Francesco è sostanzialmente d’accordo con Libera. Il movimento per la decrescita felice, per esempio, avrebbe bisogno di incontrarsi con la cultura e l’esperienza della pianificazione organica dal basso, così come della valorizzazione di una maieutica agita socialmente all’interno di comitati, movimenti ecc. Il convegno dell’anno prossimo potrebbe essere dedicato a questi temi.  Questo dovrebbe essere il modo principale di diffondere la maieutica: non farne una disciplina gestita accademicamente. Evitare che spuntino “esperti di maieutica”  che si trasformi in mestiere. Bisogna fare in modo che chi ha l’occasione di frequentare riunioni maieutiche naturalmente le riproponga nel proprio contesto specifico.

Giuseppe Nobile propone un nuovo tema: approfondimento e ricerca finalizzati all’organizzazione di eventi.

Carlo rivela che al mattino si trovava a disagio. Le motivazioni dell’incontro attuale gli erano chiare, non altrettanto il perché finalistico, gli obbiettivi. Si accorge ora che stiamo costruendoli assieme. Siamo arrivati a fare delle proposte, a configurare degli obbiettivi misurabili. Però vi è tanta carne al fuoco e occorre individuare le tematiche principali (prende un pennarello e, su suggerimento dei partecipanti all’assemblea, scrive gli argomenti proposti per i laboratori).

1. Diventare una struttura (Costruire una struttura per poterci organizzare a livello nazionale e internazionale).

 Secondo Vito, la struttura locale esiste già.

 Per Giovanni l’obbiettivo deve essere conseguibile, confutabile, attaccabile.

 Giuseppe Nobile propone di discutere intorno a un modello che vogliano condividere tutti, un modello organizzativo, il che significa anche discutere sulle modalità per raggiungerla.

 “Condividiamo una struttura” [sottotitolo al precedente argomento].

 Pietro propone di confrontarsi sul modo in cui ognuno di noi fa maieutica.

 2. “Cerchiamo un modo condiviso sull’utilizzo del metodo maieutico”.

 Pasquale propone: 1) Scelta dell’azione simbolica; 2) Autofinanziamento.

 Secondo Natale, questi ultimi due argomenti potrebbero rientrare nel primo punto.

 Secondo Vito, invece, serve una strategia finanziaria per i prossimi 5 anni.

 3. “Serve una strategia finanziaria per i prossimi cinque anni”.

 Carlo fa rilevare che sta utilizzando il tempo presente perché si tratta di azioni da iniziare nell’immediato.

 Per Laura l’azione simbolica va pensata in riferimento al Borgo di Dio.

 Giovanni precisa: “per ridare vita al Borgo”.

 Laura propone di discutere su come risolvere la situazione del Borgo, non solo con un’azione simbolica.

 4. “Come risolvere la situazione del Borgo, non solo con un’azione simbolica”.

 Pasquale ha utilizzato il termine “simbolico” per significare che l’azione dev’essere di forte impatto.

 Per Giovanni, un’azione che si sviluppa attraverso i campi di lavoro è già operativa.

 Giuseppe propone di individuare gli strumenti di collegamento, il bollettino, ecc.

 5. “Individuiamo gli strumenti di collegamento”.

 Giuseppe Nobile propone di progettare un evento seminario sul significato multimensionale dello sviluppo.

 Natale propone di aggiungere a questo punto i termini “della decrescita e della pianificazione organica dal basso”.

 6. “Progettiamo un evento sul significato multimensionale dello sviluppo, della decrescita e della pianificazione organica dal basso”

 Ana propone di definire più in generale cosa vogliamo fare come gruppo.

 7. Definiamo cosa vogliamo fare come gruppo.

 A Giovanni preme sapere qualcosa sulla biblioteca che potrebbe sorgere al Borgo e sulla digitalizzazione delle carte del Centro Studi.

 8. Biblioteca del Borgo e informatizzazione degli archivi.

 Giuseppe Nobile invita ad accorpare fra loro i vari argomenti.

 L’assemblea plenaria decide di affrontare i seguenti tre argomenti, nei quali si compendiamo tutti gli altri: 1) Diventare una struttura (organizzarsi) e individuare gli strumenti di collegamento; 2) Questione dello sviluppo e questione della maieutica; 3) Borgo e informatizzazione degli archivi.

 Giuseppe Nobile contesta la decisione di accorpare maieutica e sviluppo (Francesco, al contrario, la condivide).

 Pasquale propone di tradurre in un’unica parola i vari laboratori.

 L’assemblea plenaria decide pertanto di suddividersi in tre gruppi che daranno vita ai seguenti laboratori: 1) Struttura (cinque aderenti iniziali); 2) Borgo (7 aderenti iniziali); 3) Metodo maieutico (10 aderenti iniziali).

 L’assemblea si suddivide nei tre gruppi per i laboratori

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