Appunti con gli amici

Verbale Palermo 27 luglio 2008

      L’anno 2008, la mattina del giorno 27 luglio, presso il Baglio alla Zisa, si riuniscono i diversi elementi che, a livello nazionale, lavorano sulla maieutica e che seguono il lavoro di Danilo Dolci.

Sono presenti: Daniela Dolci, Sereno Dolci, Vito La Fata, Sandro Mazzi, Alfredo Ruffino, Amico Dolci, Silvia Cocco, Stefano Melis, Carlo Romano, Raffaele Saffioti, Libera Dolci, Pietro Calia, Lucio Giummo, Mariella Franzitta, Laura Guidi, Ana Afonso, Ester Paone, Giuseppe Barone, Pasquale Beneduce, Giovanni Arusa, Natale Musarra, Francesco Cappello, Rosellina Scarcella per discutere i seguenti punti all’o.d.g.:

1)      Aggiornamenti libri Danilo Dolci.

2)      Condivisione delle conclusioni dei gruppi del giorno 26/07.

3)      Visita collettiva al Borgo di Dio (Trappeto).

 Giuseppe Barone illustra le iniziative editoriali in corso: Marzo, “Ciò che ho imparato e altri scritti”, a cura di Giuseppe Barone, è un’antologia di 200 p. pubblicato da una piccola casa editrice di Messina; verso Aprile, nella rivista “Segno”, esce un saggio su Danilo di approssimativamente 200p.; forse Settembre o Ottobre, esce il carteggio tra Danilo Dolci e Aldo Capitini, a cura di Sandro Mazzi, casa editrice Carocce; antologia poetica di Danilo Dolci; Pascoale Beneducci sta lavorando a un libro su carte della Polizia su Danilo; la casa editrice di Enzo Selenio ri-pubblicherà alcuni dei libri di Danilo, nominatamente Inchiesta a Palermo, Banditi a Partitico, ????????????

 Pasquale Beneduce vi aggiunge la notizia del lavoro storico che sta svolgendo sulle carte di polizia riguardanti Dolci e il Centro Studi.

 Amico Dolci fa la cronistoria della vendita del Borgo, e dei motivi del suo attuale stato di abbandono. Parla anche della ricostituzione e delle attività svolte dall’associazione voluta da Danilo. La proposta del gruppo di lavoro per la ristrutturazione del Borgo viene presentata come “azione simbolica”: formare un corteo che parte dal porto di Trappeto per arrivare al Borgo”.

Su quest’ultima proposta prende per prima la parola Daniela, decisamente contraria a quanto esposto. Lei è dell’idea che: un’azione simbolica, poetica è sicuramente nobile, ma non efficace per smuovere la complessa situazione del Borgo; le ricorrenze sono rispettabili ma pericolose, perché facilmente si rischia di guardare solo al passato invece che proiettare nel futuro; per sbloccare la problematica c’e’ bisogno di pianificare un evento forte ma a lunga scadenza; ottobre 2008 è imminente se si pensa che si dovrebbero preparare inviti, volantini, informare i Mas Media; le scuole incomincerebbero poco prima e non sarebbe possibile coinvolgerle dovutamente; quale il contenuto, che si farebbe arrivando al Borgo?; finora i progetti organizzati dai siciliani sono stati eseguiti in maniera deludente: o non si concretizzano i progetti (vedi incontro di luglio), oppure sono fatti male, ricevendo solo 1/3 della risonanza desiderata e prevista; per la programmazione è indispensabile il coinvolgimento degli amici architetti di Firenze e di persone competenti che sappino mantenere le responsabilità prese.Pasquale Beneduce è contrario per la ristrettezza dei tempi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Natale Musarra prima chiede chiarimenti circa la proprietà del Borgo e sul modo di espropriare gli attuali proprietari, poi si dichiara contrario ad affrettare i tempi dell’azione (non solo simbolica), perché va costruita con un progetto specifico e con cura mediatica (dovrebbe far parecchio rumore).

Vito La Fata è d’accordo sulla strategia dello “scrusciu”, che potrebbe fungere da leva, sebbene necessiti di particolare attenzione per gli aspetti legali (ripropone la necessità di una consulenza legale qualificata anche per gli aspetti più controversi circa la proprietà).

Anche Giuseppe Barone ritiene prematuri i tempi (ricorda come al Centro Studi, per dare avvio alle cooperative, si atteso che maturassero le condizioni necessarie), mette in guardia dalla demoralizzazione che di solito subentra ai fallimenti e invita ad adeguare gli strumenti agli obbiettivi. L’obbiettivo principale è ottenere la funzionalità del Borgo: per fare ciò occorre a suo avviso rispettare l’iter della gradualità dei mezzi: primo strumento è il dialogo tra le parti. Strumenti estremi usati fin d’ora potrebbero creare una forma d’inquinamento nel gruppo. Propone la creazione di un comitato locale, che sia collegato con il Coordinamento, del quale entrino a far parte almeno due legali.

Daniela ricorda che sono già stati esperiti tutti i mezzi più “morbidi” di pressione. E’ d’accordo con la creazione di un comitato locale che prepari ampiamente l’iniziativa, che potrebbe anche essere un campo di lavoro da tenersi l’anno prossimo.

Pasquale Beneduce invita a dotarsi di un portavoce che tenga i rapporti con i giornali, conosca le lingue e faccia da “ponte” con l’esterno.

Natale Musarra ritiene che si debba elaborare un progetto complessivo che prepari l’azione nei particolari, in modo che se ad una azione pacifica si risponde con mezzi violenti, si dovrebbe già sapere come comportarsi. Riguardo alla gradualità, non è un principio generale: Danilo ad esempio invitava a trovare la leva del cambiamento, cioè gli strumenti migliori. Strumenti diversi potrebbero anche andare bene insieme.

Laura Guidi propone forme ludiche, teatrali, ma soprattutto lucidità ed esattezza nell’azione, affinché sia incisiva e non ci trovi impreparati.

Libera Dolci insiste sulla necessità preminente di trovare un punto di svolta per il Borgo. A tal fine invita a coinvolgere anche Cielo Dolci nell’attività comune. A conclusione del dibattito, viene costituito un comitato per il Borgo composto, per i presenti, da Lucio Giummo (coordinatore), Raffaella (moglie di Giovanni), Giovanni Arusa, Laura Guidi, Amico e Libera Dolci, del quale si chiederà ad altri, assenti (Benedetto Zenone ad esempio) di entrare a far parte.

Vito La Fata ribadisce la sua intenzione di occuparsi delle pratiche relative alla Fondazione, possibilmente insieme a Pasquale Beneduce, a Pino Lombardo e a un familiare di Dolci. Stabilisce di dedicarsi a questo lavoro per tre pomeriggi al mese. Chiede ad ognuno dei presenti di pronunciarsi riguardo alla propria disponibilità di tempo. Chiede di convocare una nuova riunione organizzativa a settembre o ad ottobre.

Raffaello Saffiotti offre la propria disponibilità al lavoro comune. Propone un’autoconvocazione al 14 ottobre, che serva come proseguimento e approfondimento della discussione, invitando ad essa anche chi oggi è assente.

Pasquale Beneduce s’incarica dei rapporti con gli storici accademici.

Si passa a parlare della nuova struttura organizzativa. Viene letto e discusso il Riepilogo scritto delle proposte effettuate dal 1° laboratorio “Struttura”. Durante la discussione vengono effettuate precisazioni e modifiche al documento (vedi in appendice il “Riepilogo” conclusivo aggiornato). Tra i principali interventi:

Lucio Giummo invita a trovare un nome più appropriato alla nuova struttura, anche attraverso un questionario da diffondere via Internet. Propone anche l’uso di una tessera che stimoli alla raccolta di fondi, adesioni, ecc. (come quella del movimento pacifista), e contenga informazioni utili a collegarsi con la struttura (questa proposta solleva qualche perplessità specialmente da parte di Francesco Cappello).

Carlo Romano, pur candidandosi a far parte del comitato tecnico, col compito principalmente di tenere i collegamenti con le università italiane ed estere, dichiara che, dati i suoi impegni attuali, entrerà pienamente a farvi parte solo a partire dal prossimo mese di gennaio.

Francesco Cappello propone di modificare il titolo da Coordinamento Studi Maieutici in Coordinamento Studi e Iniziative Maieutiche (Sandro Mazzi ricorda di aver proposto l’eliminazione dell’intitolazione a Danilo Dolci). Si candida al Coordinamento con l’incarico di redigere il bollettino, di cui propone sia mantenuto il titolo “Appunti per gli amici”, affinché sia visibile il collegamento con il notiziario che fu del Centro Studi (anzi, propone di mettere in rete l’intera raccolta, digitalizzata, di quel notiziario). A proposito dei contenuti, propone che il bollettino faccia il punto continuamente della situazione, delle iniziative in corso e dei gruppi operanti (serva di avvio ad un censimento degli stessi). Il sito potrebbe essere anche il luogo in cui si può scaricare il bollettino e dove tenere l’archivio dello stesso. Fa notare che la preparazione di un numero annuale su supporto cartaceo presuppone un organizzazione a riguardo e chiede se ci sono le energie e le persone che possano assumersi questo compito. Sul convegno annuale, riferisce che il laboratorio sulla maieutica non ha elaborato alcuna proposta in merito, ma che comunque da esso possono venire spunti e suggerimenti. Propone che nel primo convegno annuale ci si occupi di maieutica, come la intendiamo, come l’abbiamo sperimentata e come può evolvere, quale “arte dell’interrogarsi reciproco” (come diceva Danilo). Sarebbe un momento importante, pubblico, di riflessione, al quale collegare altre tematiche, come la pianificazione organica dal basso, da fondarsi sulla maieutica reciproca (elemento che manca alla decrescita). E’ in parte deluso dall’evoluzione della lista “Nessi”, che non è diventato strumento di approfondimento permanente (ha svolto una funzione di informazione reciproca, non di approfondimento). E’ d’accordo nel creare una lista riservata agli aderenti del Coordinamento e se necessario più liste per ogni comitato o gruppo specifico (sebbene nel caso di piccoli gruppi la lista sarebbe superflua).

Raffaello Saffiotti propone, qual titolo per un eventuale convegno annuale, “Maieutica e informatica (o telematica)” Ricorda che maieutica è anche l’economia, la politica, ecc. create in maniera virtuale (secondo la definizione: “creazione di strutture di strutture”). Sorge a questo proposito uno scambio di idee con Francesco Cappello (che sostiene l’incompatibilità tra maieutica e informatica, tranne che per quei software che si perfezionano grazie all’apporto creativo di tutti gli utenti) e Carlo Romano (che ha invece sperimentato la possibilità, attraverso l’uso del computer, di suscitare partecipazione e interessi in ragazzi che avevano una difficoltà enorme a esplicitare il loro pensiero.

Rosellina Scarcella dà la propria disponibilità ad entrare a far parte del Coordinamento. A tal proposito si consulterà con il gruppo di Palmi al quale chiederà di sostenerla nell’incarico.

Natale Musarra ritiene che occorra considerare la struttura, e quindi anche gli incarichi, come parte di un tutto maieutico, in cui costante è lo scambio e la partecipazione; di modo che gli incaricati sono piuttosto suscitatori maieutici che figure gerarchiche, e l’intero movimento è ad essi unito come una rete ai suoi vari nodi. Giuseppe Barone, a tal proposito, precisa che non si vogliono né si debbono creare compartimenti stagni. Anzi, l’intera struttura è prevista in via sperimentale, il che significa che va costantemente e da tutti verificata e, se il caso, corretta.

Pietro Calia s’incarica di aggiornare i gruppi sardi dei risultati dell’attuale riunione e di convocarli ad un apposito incontro organizzativo.

Mariella Franzitta s’incarica di redigere una specie di mappa dei gruppi e degli aderenti attivi in Toscana.

Amico Dolci, riguardo alla versione stampata del bollettino, invita a non creare falsi problemi. Si tratta di preparare il materiale per via telematica e portarlo successivamente dal tipografo. Giuseppe Barone precisa che l’idea è quella di un bollettino sintetico per i gruppi ogni tre o quattro mesi; il bollettino cartaceo è invece per l’esterno e servirà a presentare e pubblicizzare un’iniziativa specifica (in tal caso, si potrebbero anche ottenere fondi legati alla stessa iniziativa).

Daniela Dolci propone, a tal proposito, di pensare a un bollettino cartaceo con periodicità certa, anno per anno. Il materiale naturalmente dovrebbe pervenire un mese prima della scadenza fissa annuale (che è poi legata al convegno annuale).

Francesco Cappello propone di strutturare il bollettino secondo una griglia prefissata nella quale ci siano spazi autogestiti dai singoli gruppi. Così il bollettino potrebbe costruirsi da solo su una struttura che si può modificare via via. S’informerà se esiste un software del genere.

Gli incaricati del comitato per il Borgo propongono di fissare per il pomeriggio del 13 settembre, a Palermo o a Trappeto, un incontro per dare inizio all’attività del comitato medesimo.

L’assemblea plenaria propone per il pomeriggio di sabato 11 ottobre e la mattina di domenica 12 ottobre 2008, al Baglio alla Zisa di Palermo, il primo incontro nazionale del Coordinamento. Il comitato tecnico deciderà dell’ordine del giorno sulla base delle proposte che gli saranno pervenute entro il 5 ottobre 2008 (una prima bozza sarà inviata agli aderenti, a cura del comitato tecnico, entro il 28 settembre). All’incontro saranno invitate persone riconosciute come motori di attività nelle rispettive località.

Si decide che il resoconto dell’attuale due giorni dovrà essere disponibile via Internet entro un mese da oggi.

L’incontro si conclude con un giro finale in cui ognuno e ognuna dei/delle presenti si impegna a fare qualcosa fino all’incontro di ottobre.

Pietro Calia – Collaborare un po’ alle iniziative, convocare in Sardegna i diversi gruppi che hanno collaborato con Danilo Dolci.

Laura Guidi – Partecipare al comitato del Borgo.

Amico Dolci – Partecipare al comitato del Borgo.

Stefano Melis – Partecipare all’incontro del 11 e 12 ottobre, coinvolgere altri educatori che hanno lavorato con Danilo, portare il lavoro di Danilo nelle scuole attraverso la propria associazione.

Silvia Cocco – Mettermi a prova come educatrice e cercare di usare la maieutica nel mondo concreto. Stimolare la casa della pace di …. A riflettere al Borgo e coinvolgersi nei problemi.

Lucio Giummo –

Mariella Franzitta – Provare a collegare i gruppi della Toscana.

Libera Dolci – inviare il resoconto del gruppo maieutico, predisporre il Baglio alla Zisa per i prossimi incontri.

Sandro Mazzi – Concludere il lavoro …????

Carlo Romano – Fare formazione.

Natale Musarra – Inviare materiale per il bollettino, ricuccire il rapporto con persone che abbiamo conosciuto in passato.

Francesco Capello – Fare il bollettino.

Ana Afonso – Fare il verbale e continuare a fare progettazione sulla maieutica.

Giuseppe Barone – Continuare a lavorare sulle edizioni dei libri di Danilo, lavorare per il Centro Creativo e fare il coordinamento della nuova struttura nazionale.

Daniela Dolci – Inviare appunti per il bollettino.

Ester Paone – Non si può impegnare in niente al momento.

Sereno Dolci – Divulgare informazione, essere un ponte tra la Svezia e l’Italia, contattare antichi collaboratori di Danilo in Svezia, lavorare al Borgo fisicamente.

 

 

 

 

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