Appunti con gli amici

agosto 23, 2008

Appunti per incontro Palermo 26 / 27 LUGLIO 2008 di Raffaello Saffioti

Filed under: gruppo Palmi, Uncategorized — bollettinocongliamici @ 4:07 am

 

TEMI:

“Quale struttura per un comitato nazionale / internazionale?”

“Sogni da voler concretare insieme: quali e come arrivarci?”

 

L’EREDITA’ DI DANILO: LE OPERE E IL PENSIERO

 Una delle essenziali difficoltà per riuscire nel rapporto maieutico è quella di non capire la natura della struttura maieutica. D. Dolci

 

IL TESTAMENTO DI DANILO (1970, 1984).

 Dopo quel testamento, l’opera Comunicare, legge della vita, opera emblematica e riassuntiva di tutta la vita di Dolci, può essere letta e considerata come il suo “testamento spirituale” elaborato nell’ultimo decennio della sua vita.

“La breve e inusuale ‘prolusione’ che egli ha letto a Bologna il 13 maggio” del 1996 in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Scienze dell’Educazione potrebbe essere considerata come la più aggiornata edizione del suo testamento spirituale.

In quel discorso c’è la diagnosi acuta dello “stato confusionale, confusionale proprio in senso medico” in cui versa oggi l’umanità.

“Stato confusionale ci significa deperimento pure biologico fino al rischio dell’autodistruzione” sono le ultime parole di quel discorso. Oggi, forse, siamo in grado di capire meglio il senso di quelle parole, quanto fosse giustificato quel grido di allarme. E’ il grido di allarme di un profeta. Sappiamo quale sia il destino dei profeti. “Il destino più comune è di essere compresi nei secoli successivi. Quanto tempo ci vorrà perché il pensiero e l’opera di Dolci siano compresi nel loro significato più profondo? Ma non si può aspettare, perché la tragedia sanguinosamente ci incalza”.

  E’ opportuno chiedersi come sia stato ricordato D. lo scorso anno nel decennale della morte, anche attraverso una rassegna stampa.

Mi pare che “l’ultimo Dolci” non sia emerso dalle varie e molteplici iniziative promosse per ricordarlo. L’immagine che è prevalsa è stata quella del “primo Dolci”, dei digiuni e dello sciopero alla rovescia”, immagine che è diventata spettacolo teatrale.

 Il dovere di quelli che vogliono raccogliere l’eredità del pensiero e dell’opera di D., di quelli che vogliono continuare la sua opera, di quelli che si considerano suoi amici, è:

 rispondere alla domanda della Bozza di Manifesto:

 “Decidiamo rassegnarci al suicidio?”

 Bisogna rispondere all’Appello rivolto

 “a chi più avverte l’immensa portata di questa problematica per la vita del mondo”.

“Per scoprire ed esprimere i dirompenti segreti del comunicare occorre che germinino ovunque i suoi laboratori, consolidandosi in comuni fronti”.

 Bisogna accogliere l’invito dell’ultima parte della Bozza di Manifesto a:

 “promuovere iniziative…”

“organizzare seminari e corsi…”

“trovare i modi per sperimentare, in ogni ambiente e a ogni livello, quali metodologie possano risultare più efficaci affinché ognuno si interroghi: fino a qual punto siamo impediti a costruire civiche strutture comunicanti…”

“avviare processi di autoanalisi…”

“suscitare iniziative specifiche, processi di ricerca-azione-riflessione…”.

 Lo stesso invito è espresso in breve, con altre parole, alla fine del discorso all’Università di Bologna nel 1996:

 “Per il mondo, essenziale nel futuro sarà come valorizzare ognuno attraverso maieutiche strutture a diversi livelli, riguardando dalle evolutive prospettive della scienza della complessità. Essenziale problema è riuscire a concepire strutture maieutiche di reciproca valorizzazione in cui tutti, i più semplici e i più tecnici, possano apprendere a comunicare e a organizzarsi”.

 Quanto è diffusa, anche tra gli amici di Danilo, la consapevolezza  che

 “l’inaudita complessità dei problemi in un mondo che si dibatte tra la morte ed una nuova vita, richiede analisi e intuizioni approfondite per le quali ognuno può arrecare il suo apporto personale” ?

 IL GRUPPO DI PALMI

 L’esperienza del gruppo di Palmi non è altro che il tentativo di rispondere all’Appello della Bozza di Manifesto.

Il gruppo “Nuovo Ulisse” che ha contribuito alla Bozza di Manifesto ha costituito il nucleo fondamentale della nuova associazione denominata Casa per la Pace “D. A. Cardone”.

Questa associazione funziona come un “centro di studi e iniziative” e come “laboratorio maieutico”.

Il metodo del “laboratorio maieutico” lo abbiamo adottato nello svolgimento della nostra vita associativa e lo abbiamo stabilito con una norma nella bozza dello Statuto della  Associazione stessa.

 Collaborando con Danilo per dieci anni abbiamo imparato a sperimentare la “struttura maieutica” e, tra l’altro, abbiamo pure imparato a documentare e divulgare l’attività dell’associazione, stabilendo molteplici rapporti con : Case per la pace e la nonviolenza, Centri Studi, Movimento Nonviolento, Tavola della Pace, etcetera.

 In questi anni ho colto ogni occasione favorevole che mi è stata offerta per testimoniare in varie parti d’Italia l’esperienza maturata collaborando con Danilo nella sperimentazione della struttura maieutica. Partecipando al XXII Congresso Nazionale del Movimento Nonviolento a novembre dello scorso anno a Verona ho riferito quella esperienza. In un punto della mozione conclusiva della Commissione “Educazione alla nonviolenza” c’è traccia di un mio contributo: “far vivere nella propria realtà gruppi aperti di riflessione, di studio e di azione per la formazione alla nonviolenza, sull’esempio dei Centri di Orientamento Sociale di Aldo Capitini e dei laboratori maieutici di Danilo Dolci”.

 Rapporti privilegiati sono quelli stabiliti con alcuni dei partecipanti ai seminari promossi da Danilo dal 1987 al 1996. Specialissimo il rapporto con Lucio e Mariella Giummo.

Il Progetto della Casa per la Pace “D. A. Cardone”, redatto da Lucio Giummo, è da considerare il risultato più bello di questo rapporto.

 L’esperienza e lo studio della Bozza di Manifesto ha prodotto il mio libretto DEMOCRAZIA E COMUNICAZIONE. Per una filosofia politica della rivoluzione nonviolenta, stampato in proprio (2007), concepito alla maniera di Danilo, come strumento di lavoro.

Il testo, con una nota di presentazione di Peppe Sini, direttore del quotidiano telematico “Notizie minime della nonviolenza in cammino”, è scaricabile gratuitamente in formato pdf dal sito internet di “Peacelink”.

Un’ultima segnalazione, da mettere in relazione con l’esperienza dell’Associazione, è la mia partecipazione e quella di Rosellina Scarcella alla redazione della rivista “Quaderni Satyagraha”, fondata e diretta da Rocco Altieri del Centro Gandhi di Pisa.

Nel numero 11 della rivista (“La nonviolenza attiva in marcia”) è pubblicato il mio “Breviario politico di noi cittadini sovrani” che riporta in gran parte brani scelti dalle opere di Danilo.

 Per finire. Un’idea germinata dalla fervida attività dell’Associazione: la fondazione di un Centro di lettura e documentazione per la nonviolenza “D. Dolci”, da costituire con la donazione della mia biblioteca, come fondo iniziale, e con il materiale documentario dell’attività svolta da Danilo in Calabria (Fondo Dolci).

 Palmi, 21 luglio 2008

 Raffaello Saffioti  

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