Appunti con gli amici

ottobre 11, 2008

Verbale del coordinamento maieutico sardo

Filed under: gruppo sardegna — bollettinocongliamici @ 9:19 pm

Verbale del coordinamento maieutico sardo: giorno 23 settembre 2008, Comune di Selargius (CA), sono presenti: Pietro Calia, Silvia Cocco, Stefano Melis, Gemma Pinna.

 

Ordine del giorno:

  • Creazione  coordinamento studi ed iniziative Maieutiche Danilo Dolci (coordinamento Sardo).
  •  Organizzazione di una giornata maieutica per 11 ottobre presso il museo del territorio di Villanovaforru (MD), in cui dare vita alla prima iniziativa del coordinamento sardo.
  • Presentare un laboratorio maieutico per le scuole superiori.
  • Quale struttura organizzativa deve avere il coordinamento Sardo?

 

 

Dall’incontro sono emersi i seguenti punti:

 

1.dare forma al coordinamento: a partire dalla creazione di uno statuto. Da qui è emersa l’esigenza di chiarire se il coordinamento dovesse avere come riferimento uno statuto generale per ogni gruppo presente all’incontro palermitano del luglio scorso, oppure uno statuto autonomo indipendente dal coordinamento generale, che abbia più valenza nel territorio, (creazione di una associazione o di una cooperativa), di modo che  il gruppo abbia la possibilità di attingere a più risorse (anche economiche) per potersi meglio organizzare e operare nel territorio sardo, attraverso diverse iniziative che portino, inoltre, ad una maggiore conoscenza dei luoghi dolciani. (attraverso visite al Borgo, alla diga, alla scuola di mirto, attraverso incontri maieutici, letture ecc). Si è optato per questa seconda ipotesi (aperta a nuove discussioni), premettendo che esso dovrà lavorare in raccordo con gli altri coordinamenti regionali ed internazionali.

 

2.Organizzazione di una giornata maieutica: come si diceva durante le giornate palermitane si è pensato di coinvolgere le persone che in Sardegna hanno conosciuto e operato con Danilo, per cercare di dare più respiro al coordinamento nascente. La scelta del luogo e della data (11 ottobre) non è stata casuale, il luogo (Villanovaforru) è quello dove tutti noi abbiamo conosciuto personalmente Danilo per la prima volta, e dove Danilo più volte si è recato, ladata è la stessa del contemporaneo incontro nazionale che si tiene in Calabria, a cui non possiamo partecipare fisicamente ma aderiamo moralmente e con la realizzazione di un’analogo lavoro maieutico.  Il tema della giornata maieutica sarà la presentazione del coordinamento e il resoconto dell’incontro di LUGLIO A Palermo, a cui segue una laboratorio maieutico su “Come valorizzare la metodologia maieutica nei diversi ambiti di lavoro?”

 

3.per dare continuità ai diversi gruppi  maieutici nazionali e non, abbiamo pensato che fosse utile che tutti utilizzassero il logo del centro per lo sviluppo creativo D.D., da sempre usato da Danilo e dai suoi collaboratori, per dare una permanenza  alla ricerca (ovviamente il logo vuol essere una condivisione di intenti, anche formale, per dar maggiore rilevanza all’unità dei diversi coordinamenti).

 

Dall’incontro è emersa anche la possibilità, visto l’interesse di alcune insegnanti di un istituto superiore alla metodologia maieutica reciproca, di creare un progetto di un laboratorio maieutico, nelle scuola, da svolgere nei prossimi mesi.

 

In ultimo, ci chiediamo, ed invitiamo tutti a darci dei consigli, se è opportuno costituire una cooperativa/associazione autonoma, ma che segua una linea comune condivisa a livello nazionale ed internazionale, oppure se è meglio avvalersi e costituire uno statuto generale al quale  tutti i gruppi regionali possano far riferimento?

Filed under: gruppo sardegna, Uncategorized — Etichette: , — bollettinocongliamici @ 9:08 pm

 

Giornata Maieutica

11 ottobre 2008

Ristorante i Lecci

Villanovaforru (VS)

Viale del rosmarino   

 

 

 

 Programma del giorno:

mattina

 

ore 9,00 arrivo dei partecipanti

 

ore 9,15 inizio lavori:

 

·         Presentazione dei  partecipanti alla giornata maieutica (coordina Silvia Cocco)

·         Saluti  (Pietro Calia, Giovanni Pusceddu)

·         Resoconto incontro nazionale del 26/27 luglio svoltosi a Palermo (Stefano Melis)

·         Presentazione coordinamento maieutico sardo (Pietro Calia)

·         Ricordando l’ultimo seminario nazionale di Danilo Dolci in Sardegna a Lula “Struttura maieutica e complessita”; segue: una proposta su che struttura dare al  “Coordinamento maieutico sardo” (Gemma Secci).

 

Ore 10,30  organizzazione gruppi maieutici (composti da non più di 10 persone che effettuano uno stesso tipo di lavoro, es. educatori, insegnanti, assistenti sociali, pedagogisti, psicologi, ecc.)

 

 

Ore 11,00 pausa lavori

 

 

Ore 11,15 avvio laboratori maieutici, sul tema: Come valorizzare la metodologia maieutica nei diversi ambiti di lavoro? 

 

 

Ore13,00 pausa pranzo

 

Pomeriggio

 

 

Ore 15,00 discussione in plenaria degli esiti dei laboratori

 

Ore 17,00 conclusione dei lavori

 

 Vi chiediamo di dare  conferma, indicando anche se siete disponibili a restare a pranzo nel ristorante per condividere un menu turistico per una spesa pari a euro 15

                                                                                       

 

 

 

                                                                                   

 

 

 

                                                                                                              Il Coordinamento

agosto 23, 2008

Esperienze di maieutica di Pietro Calia

Filed under: gruppo sardegna, Uncategorized — bollettinocongliamici @ 12:05 am

 In questo intervento presenterò due diverse modalità di valorizzazione della metodologia maieutica di gruppo, la prima in attività di sostegno alla genitorialità, la secondo nella creazione di Consigli Comunali dei Ragazzi. Entrambe le esperienze spesso sono maturate presso Servizi socio-educativi in cui ho operato. La scelta di utilizzare la maieutica è legata alla sua valenza valorizzatrice delle esperienze e conoscenze insite in ciascuno, che Danilo bene spiega quando dice: “praticando la maieutica forse sarà possibile riuscire a valorizzare le risorse che sono presenti in ognuno”.

Sostegno alla genitorialità

Tale progetto educativo aveva quali scopi principali: sostenere i genitori nel loro difficile ruolo genitoriale ed educativo e nel contempo svolgere un’azione preventiva verso l’insorgenza di comportamenti trasgressivi nella popolazione minorile. Nei vari incontri abbiamo cercato di individuare i maggiori problemi che ciascuno di noi incontra nell’educazione dei propri figli. Le soluzioni che di volta in volta abbiamo trovato, sono nate dalle esperienze e conoscenze presenti in ciascuno dei partecipanti, e sono state fatte emergere attraverso la metodologia maieutica di gruppo.

Perché tutto ciò potesse realizzarsi è stato necessario che all’interno del gruppo di lavoro si creassero le condizioni perché tutti potessero esprimersi liberamente, come richiede la metodologia maieutica.

L’attività è stata articolato in 7 incontri della durata di 2 ore ciascuno, tenuti da me come pedagogista e da una psicologa, e rivolta a 10 genitori e tre insegnanti della scuola media del paese in cui lavoravo.

-         Il primo incontro si è svolto con un breve giro di autopresentazione, in cui ciascuno ha detto il suo nome, di cosa si occupa nella vita e quanti figli ha, seguito da una breve presentazione dell’argomento, ”Dal trasmettere al comunicare”, e del metodo maieutico. Nel primo incontro l’argomento su cui il gruppo si è confrontato è stato proposto da noi operatori, negli incontri successivi si sono trattati argomenti proposti dai genitori. Nei vari incontri sono nati tanti interrogativi su cui abbiamo riflettuto assieme: In quali momenti entriamo in comunicazione o trasmettiamo nella relazione con nostri figli? Saper distinguere una relazione di trasmissione da una relazione di comunicazione è essenziale per consentire una crescita corretta e sana dei nostri figli? Quali sono i maggiori problemi che incontriamo nella relazione con nostri figli? Quale la differenza fra un modello educativo autorevole e un modello educativo autoritario?; Qual è il senso del linguaggio parlato dai giovani?; Come valorizzare la metodologia acquisita negli incontri in ambito familiare o extrafamiliare? Negli incontri sono emerse diverse situazioni problematiche nella relazione genitore figlio: es. il caso della figlia di 12 anni che comanda tutti in casa; o quello del figlio tredicenne che vuole rientrare a casa oltre l’orario consentito dai genitori; ecc. Tutti gli incontri si concludevano con un momento di autovalutazione finale, in cui a tutti è stato chiesto come si è sentito durante il corso, cosa l’ha colpito in positivo o in negativo. Dalle risposte, ancora una volta si evidenzia sia la capacità della metodologia nel far emergere le potenzialità presenti nelle persone; sia la capacità della struttura maieutica di farti mettere in discussione:

-         Sono stata bene. Inizialmente titubante perché il gruppo è formato da persone conosciute, che potevano fraintendere le mie esperienze raccontate. Ora sono contenta che il gruppo (alquanto ristretto) abbia permesso, attraverso il metodo adottato, di esternare liberamente il proprio pensiero. Personalmente ho adottato o sto cercando di adottare il metodo a casa, e mi è d’aiuto. La considerazione finale: ottima esperienza! “

-         “Nel corso di questi incontri mi sono sentita generalmente a mio agio, in un certo modo felice di poter esporre le mie considerazioni e poter ascoltare esperienze di altri genitori su argomenti di interesse comune. Il confronto e la relazione mi sono sembrati nel complesso positivi, interessanti e costruttivi”.

-         “Io mi sono sentita tra amici, in questi incontri abbiamo parlato delle nostre esperienze come genitori, tutte forse pensavamo di essere perfette, invece abbiamo visto che abbiamo molto da imparare, perché io almeno penso che ci siamo aiutate l’una con l’altra.”

-         “Mi sono sentita accolta e ascoltata e ciò che più mi ha fatto stare bene, non giudicata . Mi dispiace di non aver potuto condividere l’esperienza con mio marito. La durata del corso, per quanto mi riguarda è almeno da raddoppiare.”.

-         “Mi sono sentita in un ambiente familiare, perché ognuno ha portato tranquillamente la propria esperienza, senza timore di essere giudicato o criticato. Inoltre mi ha colpito l’attenzione e l’ascolto da parte di alcune persone, come se cercassero di trarre il massimo da ciò che dicevano gli altri. Qualche volta non mi è piaciuto il non rispetto dei tempi da parte di qualcuno di noi.

-         Mi ha colpito il rispetto delle diversità, lo scambio di idee senza che ci fossero litigi o malumori; questo nuovo di relazionarci agli altri, avendone cura ”

Nei vari incontri noi esperti ci siamo posti come genitori che dovevano apprendere dalle esperienze degli altri genitori, piuttosto che fare una lezione frontale, cosa che Danilo ha sempre criticato, quando avviene in modo unidirezionale; altro principio guida è stato che “tutti siamo diversamente esperti , sulla base delle nostre esperienze e conoscenze”, perciò sin dal primo incontro abbiamo ritenuto opportuno porci inizialmente in un’ottica di ascolto per poi porre domande e individuare i problemi da trattare, come Danilo ci mostrava.

Seguendo i vari principi della metodologia maieutica di gruppo durante i lavori tutti i partecipanti agli incontri hanno potuto contribuire alla ricerca di possibili soluzioni ai problemi, arricchendo in continuazione il tema-problema su cui di volta in volta ci si confrontava, facendo sentire tutti ben accolti e ben disposti a lavorare.

 I Consigli Comunali dei Ragazzi

Una delle possibili valorizzazioni della metodologia maieutica risiede nel suo utilizzo per la creazione dei Consigli Comunali dei Ragazzi.

Il Consiglio Comunale dei ragazzi, creato attraverso l’utilizzo della metodologia maieutica di gruppo, favorisce la maturazione, nei ragazzi, di una autonoma capacità di giudizio e d’iniziativa, in quanto da loro la concreta possibilità di esprimere una valutazione, un giudizio, su quanto li riguarda direttamente, e del quale gli amministratori adulti, devono concretamente tenere conto in ambito di Consiglio comunale. Nella sua realizzazione ci si avvale sempre di uno o più adulti che hanno funzioni di coordinamento e di facilitatori, in queste esperienze tale funzione è stata svolta da me.

Ogni volta che mi accingo a lavorare per realizzare un CCR mi soffermo a riflettere sulle quattro domande che Paolo Freire[1], soleva porsi prima di iniziare qualunque processo di conoscenza o apprendimento.

1. Come conoscere? In questo caso mi chiedo: come posso far conoscere ai ragazzi cosa è un CCR, senza fargli una lezione? Attraverso quale metodo? Come pedagogista-educatore, infatti non potevo di certo trasmettere la mia conoscenza, le mie idee attraverso una lezione frontale, ma solo fare apprendere attraverso una modalità dinamica e al tempo stesso pratica, che consentisse a tutti di poter contribuire allo sviluppo dell’argomento. Una modalità che risponde a tali requisiti è quella maieutica di gruppo, che come ci ha mostrato Danilo è “incentrata sull’apprendere sulla base di domande/problema, poste dai componenti del gruppo o dal coordinatore”. Un’altra domanda maturata in questa prima fase è: come posso coinvolgere anche i ragazzi che non si candidano o che non saranno eletti? A questo punto della riflessone diventano necessarie due cose: che tutti conoscessero il metodo maieutico di gruppo; e trovare un luogo in cui era possibile incontrare il maggior numero di ragazzi. Così nasce l’idea che il CCR andava realizzato all’interno della Scuola, dove è possibile incontrare tutti i ragazzi di un paese.

2. Che cosa vogliamo conoscere? quali sono i contenuti che voglio far conoscere? Si tratta di contenuti che hanno a che fare essenzialmente con l’educazione civica, l’educazione alla legalità, l’apprendimento di valori incentrati sul rispetto delle persone e delle cose, su una corretta modalità di relazione e comunicazione. Come si vede questi sono tutti elementi che hanno a che vedere con la metodologia maieutica di gruppo.

3. Perchè voglio conoscere? Che obiettivi mi pongo nel voler realizzare un CCR? così penso a quali possano essere le ricadute educative sui ragazzi che vivranno l’esperienza, se queste avverranno solo sui ragazzi eletti o anche sugli altri ragazzi elettori. Fra i diversi obiettivi segnalo: promuovere una nuova coscienza civica nei ragazzi, per farli divenire cittadini a pieno titolo, concedendogli la possibilità di godere di diritti e doveri. Fare partecipare attivamente i ragazzi alla vita politica e sociale della comunità (paese o città); favorire la nascita di amministratori capaci di osservare e ascoltare le esigenze di tutti. Fare acquisire una nuova sensibilità verso la salvaguardia e l’importanza dei beni comuni, pubblici, e nel contempo fare acquisire una maggiore consapevolezza sul senso della legalità e della giustizia. Creare un osservatorio speciale sui problemi e i bisogni dei ragazzi. Far conoscere ai ragazzi una valida modalità di comunicazione sia fra loro che fra gli adulti. Far maturare, nei ragazzi, una capacità critico-valutativa che sia propositiva e costruttiva, e non distruttiva.

4. Conoscere in favore di chi? Di che cosa? Quest’ultima domanda mi ha fatto nascere varie idee: ovviamente in  favore dei ragazzi , ma anche in favore mio, perché all’interno sia degli incontri formativi che delle sedute del CCR, portate avanti con la metodologia maieutica, pure chi conduce l’incontro, ha modo di apprendere nuove idee e di farne nascere nuove ad altri, perché con la maieutica di gruppo come ci faceva notare Danilo, ciascuno diventa levatrice di ciascun’altro, ciascuno pone domande e trova possibili soluzioni.

Come nasce e come opera un CCR maieutico? Modalità di realizzazione del CCR

Considerato che tra i fini prioritari di tale esperienza  vi è educare alla vita civica attraverso l’azione concreta, la sperimentazione di come funziona un Consiglio Comunale, e il confronto costruttivo delle opinioni, esperienze e conoscenze presenti in ciascun ragazzo, come è proprio del metodo maieutico, ho pensato che il modo migliore per rendere protagonisti tutti i ragazzi che hanno a che fare con il progetto del CCR è quello di far diventare gli alunni di ciascuna classe  “consulenti” dei ragazzi eletti all’interno della loro stessa classe, assegnando a ciascuna classe compiti e ruoli precisi. Pertanto durante gli incontri di formazione dei ragazzi, si è fatto in modo che tutte le classi proponessero 4 candidati (due ragazze e due ragazzi scelti tra componenti la classe) e ciascuna classe eleggesse uno o due dei suoi candidati. A questo punto, a elezioni ultimate, potevo dare la consegna che in ciascuna classe, prima di ogni seduta del CCR eletto, si doveva lavorare per due ore per studiare, nel corso di un incontro maieutico di gruppo condotto da un insegnante, i temi di ogni riunione di consiglio oltre alla modalità per realizzare i punti del programma della stessa riunione. Successivamente chi era stato eletto in quella classe, durante la riunione di Consiglio avrebbe portato con se una serie di conoscenze e competenze che avrebbero, da un lato agevolato notevolmente i lavori del consiglio e dal altro reso protagonisti tutti gli altri ragazzi della sua classe. Questa nuova organizzazione del lavoro consente realmente a tutti, nelle varie fasi di realizzazione del progetto, una effettiva partecipazione alle attività del CCR, rendendo effettivamente possibile l’intenzione educativa del progetto, di fare in modo che tutti ragazzi  diventino protagonisti del CCR, non più solo gli eletti.

Nella realizzazione del progetto si è lavorato in due fasi:

I° fase, quattro incontri da due ore in ciascuna classe, si è riflettuto sulle seguenti domande:

Cosa intendiamo per CCR?

C’è differenza tra comunicazione e trasmissione?

Cosa è il potere? Cosa è il dominio?

Cosa è un programma elettorale? Come si costruisce[2]?

Segue l’individuazione dei candidati e la  formazione delle liste; il comizio (le due liste presentano i candidati e i propri programmi elettorali davanti all’assemblea degli alunni elettori) e l’avvio della campagna elettorale[3]; le elezioni ed l’insediamento del CCR e il raccordo con gli altri CCR del territorio.

II° fase, rivolta al solo nuovo CCR:

a.     creazione regolamento del CCR

b.    creazione bilancio di previsione

c.     avvio dei lavori per la realizzazione del programma elettorale

La formazione dei ragazzi è stata curata da me come coordinatore esperto nella metodologia maieutica, da un amministratore (il Sindaco) e da altri esperti individuati di volta in volta, e dagli insegnanti della scuola che si sono resi disponibili a portare avanti l’iniziativa.

Il Consiglio comunale, una volta eletto, è stato insediato nell’ambito di una riunione aperta al  Consiglio comunale degli adulti e a tutti gli studenti della scuola,  nel cui ambito il Sindaco degli adulti ha presentato il nuovo CCR. Successivamente il Sindaco dei ragazzi, dopo la promessa di fedeltà alla Costituzione, ha presentato i vari assessori e consiglieri, i quali hanno presentato i vari punti del programma elettorale che avrebbe portato avanti con la collaborazione degli altri componenti del Consiglio. Il CCR nell’ambito della prima annualità di lavoro dovrà riunirsi almeno una volta al mese e realizzare almeno due incontri con un altro Consiglio Comunale dei ragazzi, per scambiarsi esperienze e modalità di lavoro.

 

Quartu S. Elena (Ca), li 22/07/2008

                                                                           Pietro Calia

 

[1] Tratta dal libro, Il ponte screpolato, pag 24

[2] La formazione dei programmi elettorali avviene ugualmente mediante delle discussioni condotte con la metodologia maieutica di gruppo, facendo in modo che ciascuna classe arrivi ad elaborare 4 punti del programma elettorale per ciascuna delle due liste (una per sezione) che si intendevano realizzare, pertanto ciascuna lista è risultata composta di 12 punti, uno per ogni mese dell’anno. Durante il lavoro di individuazione dei 4 punti da inserire nel programma elettorale, ciascuna classe ha individuato più di 30 punti, riuscendo poi a ridurli a 4 senza disperdere le energie e senza mortificare i punti proposti dagli altri ragazzi, semplicemente individuando le priorità da realizzare con delle discussioni maieutiche.

[3] Ultimate le liste e individuati i candidati si è dato inizio alla campagna elettorale, con un comizio tenuto dai due gruppi di candidati, davanti a un assemblea composta da tutti gli studenti della scuola e i professori, nel corso del quale i candidati delle due liste si sono autopresentati e hanno presentato il loro programma elettorale, per poi dar vita a un confronto per cercare di raccogliere l’interesse degli elettori. Questa fase è durata una settimana, dopo di che si è proceduto alle elezioni e alla composizione del Consiglio comunale, formato dai primi otto della lista vincente e dai i primi 4 della lista che ha preso meno voti.

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